Sicilia Occidentale
"Va
bene". Pare che abbia accettato l’accordo Danielone di Alcamo. Fa il
pastore da quando ė bambino o da quando suo padre ha deciso che non era
più bambino. Ventisette anni, corpo da lottatore di sumo, barba e
capelli lunghi. "Si può fare", continua poggiando la grossa mano sul
grosso maiale, come se fosse un fedele cagnolino. Qualcuno lo associa
ad atti violenti e sprezzanti, ma ha il cuore tenero. Da quando ė stato
mandato sulle alture ad occuparsi di pecore, vacche e porci, i suoi
sentimenti si sono assestati in uno stato innocuo e gentile. Daniele
ė un grande amico di Totò. Dai tempi in cui erano bambini entrambi. "Ė
uno di noi, ci si può fidare. Ė un genuino clandestino, come noi!
Paolo!". Da quando l'ho conosciuto, Totò mi associa spesso a questo nome
bizzarro. Genuino Clandestino. Ci siamo incontrati per l'occasione di
un’assemblea di questa giovane rete di contadini dal motto curioso. Anni
fa ero molto coinvolto e ora mi sono preso la nomea. Ma in realtà si
parla di spirito e motivazioni. Si vede: Danielone sembra uno di noi. Abbiamo
finalmente trovato un produttore che asseconda il nostro progetto:
lavoreremo insieme una quindicina di tummini a frumento. Noi recuperiamo
la semente e i soldi necessari alle spese. Lui, la terra. Il prodotto si spartisce.
Roma
"Allora,
ricapitolando, Giordà prendi nota! Russi’a Perciasacchi". Dal suo ortodi Alcamo, Totò ci detta i grani che dobbiamo trovare dall'altro lato
della cornetta. Paolo guida, Giordano accanto. Il quaderno, il tabacco, le
cartine, l'erba. "Ma dove cazzo sta la matita? Perciache? Aspetta Paolo
che nun capisco nulla". "Aspetta Totò che non trovamo la
matita...Russi’a Perciasacchi, che buca i sacchi. Giordà capito? E
Kamut...giusto Sarvatò?". Chiudiamo la chiamata. Siamo a Roma per una
consegna d'olio. Ora dobbiamo scovare sementi antiche, andarle a
comprare e portarle ad Alcamo. Dieci quintali in tre giorni. Verso sud. Tra
una settimana si parte di nuovo: Toulouse, un anno dopo aver fatto il
primo viaggio. Karine e Matthieu ci aspettano. Ma questa operazione va
conclusa. Da Roma giù verso Matera per recuperare la prima varietà:
Kamut non certificato, o Saragolla.
Campagne di Matera
Francesco
dice che c'ė poca semente in giro. "Annata di merda!", per l'esattezza.
Gli ė rimasto del kamut.
"Il gioco non vale la candela. Poca la
resa, molto scarto, il prezzo poi diventa troppo alto. Una roba di
nicchia. Non lo semino! Meglio il Cappelli, ti fa almeno un terzo in
più"
"Il Cappelli non ci interessa, meglio la Russi'a. Comunque il
Kamut lo prendiamo. Vogliamo provare, due quintali e mezzo".
Il viso ė
magro, pochi capelli, le orecchie vispe come due antenne, gli occhi si
incuriosiscono.
"Che ė sta Russi'a?"
"Russello. Dovrebbe essere il nome
esatto. Grano duro antico, prodotto molto nel sud, in Calabria e in
Sicilia. Ho sentito che lo hanno seminato per molti anni"
Le antenne
recepiscono, la mente si illumina, la voce molto morbida racconta.
“Ho
un amico che lo ha seminato. Ora chiamo...Antò, so Francesco. Senti nu
poco...ho degl'amici che cercano del Russello. Ne hai seminato un po',
come ti è andata? ....uhm....uhm....ottimo.... 22....come il
Cappelli!! Ma ne hai? .....ah......ok! Allora fatti sentire tu!Un
abbraccio.".
Il suo amico non ha ancora seminato, se
ne parlerà più in là. Ci terrà a mente. "Credo che ne seminerò
anch'io un po’".
Mangiamo
pasta e cavoli. Judith, la moglie, ci informa dell'imminente
approvazione di un progetto per la trivellazione del territorio
circostante per estrarre petrolio e dell'impossibilità a reagire
data la durezza del decreto che l'impone: lo “sblocca Italia". Dopo
queste brutture ci si stringe un po' di più. Abbracci e baci prima di
salutarci. Ci ficchiamo in macchina: direzione Catania, fino a Raddusa,
cuore della Sicilia. Perciasacchi. Lì Rosi Giuseppe ce ne fornirà un bel
po'. Ci troveremo con Totò e completeremo la staffetta.
Sicilia Orientale
Strada
da Messina a Raddusa, 160 chilometri. Si passa per l'Etna fumante, si
gira verso l'entroterra per circa un'oretta. Ė buio quando cerchiamo di
ricordare le ultime indicazioni per arrivare da Giuseppe. Molto buio
intorno. Si percepisce un vuoto ampio fatto di dune spoglie, colline
arate pronte alla semina, viottoli bucherellati. Giù, lontano, una
lucetta. Eccola, svoltiamo. I fari di una macchina si accendono. Ė fuori
e ci aspetta. Le
mani si stringono con energia. L'uomo che abbiamo di fronte fuma una
sigaretta, ė alto, slanciato, capelli folti e scuri, il viso longilineo
pieno di rughe espressive , che non lo invecchiano. Forse ha 50 anni.
Abiti formali. La voce calda e rauca intervallata da nuvole di fumo.
"Che grano volete?e fatemi capire cosa volete farne. Ma Dove? Quanto ve ne serve?"
“Abbiamo del kamut. Cerchiamo il Perciasacchi"
"Il Kamut chi ve lo ha dato? Ė registrato? Conoscete la storia?"
"No Kamut, era solo per intenderci. Chorasan"
"Anche Chorasan ė un marchio registrato, si tratta della regione di provenienza della semente"
"Saragolla, così ci pare di aver capito"
La questione si fa seria, la fumata si interrompe.
"Saragolla
è la famiglia di appartenenza ma le Saragolle sono molte e diverse.
Anche il Kamut o Chorasan è una Saragolla. Il Perciasacchi ė il Kamut
che noi seminiamo in Sicilia da millenni e che io coltivo chiamando con
il suo nome di sempre. Ha avuto molti nomi per evitare la questione del
marchio registrato." .
Il
computer sul tavolo. Tra una zuppa di ceci che la madre ci ha preparato
concludiamo la transazione attraverso un bonifico online. Modernità e
tradizione di un progetto di produzione di cereali nel cuore del
mediterraneo che ora ė punto di riferimento per molti in Italia. Mail di
richieste, curiosità, saluti, affermazioni di stima arrivano sulla sua
posta con un ritmo meritato.
Arriva anche Totò.
Si riparte per la Puglia.
Ci si rivedrà tra una settimana.
Calabria.
Nessun commento:
Posta un commento