lunedì 8 dicembre 2014

Produzioni diffuse. Kamut e i suoi vari nomi.

Sicilia Occidentale 

"Va bene". Pare che abbia accettato l’accordo Danielone di Alcamo. Fa il pastore da quando ė bambino o da quando suo padre ha deciso che non era più bambino. Ventisette anni, corpo da lottatore di sumo, barba e capelli lunghi. "Si può fare", continua poggiando la grossa mano sul grosso maiale, come se fosse un fedele cagnolino. Qualcuno lo associa ad atti violenti e sprezzanti, ma ha il cuore tenero. Da quando ė stato mandato sulle alture ad occuparsi di pecore, vacche e porci, i suoi sentimenti si sono assestati in uno stato innocuo e gentile. Daniele ė un grande amico di Totò. Dai tempi in cui erano bambini entrambi. "Ė uno di noi, ci si può fidare. Ė un genuino clandestino, come noi! Paolo!". Da quando l'ho conosciuto, Totò mi associa spesso a questo nome bizzarro. Genuino Clandestino. Ci siamo incontrati per l'occasione di un’assemblea di questa giovane rete di contadini dal motto curioso. Anni fa ero molto coinvolto e ora mi sono preso la nomea. Ma in realtà si parla di spirito e motivazioni. Si vede: Danielone sembra uno di noi. Abbiamo finalmente trovato un produttore che asseconda il nostro progetto: lavoreremo insieme una quindicina di tummini a frumento. Noi recuperiamo la semente e i soldi necessari alle spese. Lui, la terra. Il prodotto si spartisce. 

Roma

"Allora, ricapitolando, Giordà prendi nota! Russi’a Perciasacchi". Dal suo ortodi  Alcamo, Totò ci detta i grani che dobbiamo trovare dall'altro lato della cornetta. Paolo guida, Giordano accanto. Il quaderno, il tabacco, le cartine, l'erba. "Ma dove cazzo sta la matita? Perciache? Aspetta Paolo che nun capisco nulla". "Aspetta Totò che non trovamo la matita...Russi’a Perciasacchi, che buca i sacchi. Giordà capito? E Kamut...giusto Sarvatò?". Chiudiamo la chiamata. Siamo a Roma per una consegna d'olio. Ora dobbiamo scovare sementi antiche, andarle a comprare e portarle ad Alcamo. Dieci quintali in tre giorni. Verso sud. Tra una settimana si parte di nuovo: Toulouse, un anno dopo aver fatto il primo viaggio. Karine e Matthieu ci aspettano. Ma questa operazione va conclusa. Da Roma giù verso Matera per recuperare la prima varietà: Kamut non certificato, o Saragolla.

Campagne di Matera

Francesco dice che c'ė poca semente in giro. "Annata di merda!", per l'esattezza. Gli ė rimasto del kamut. 
"Il gioco non vale la candela. Poca la resa, molto scarto, il prezzo poi diventa troppo alto. Una roba di nicchia. Non lo semino! Meglio il Cappelli, ti fa almeno un terzo in più"
"Il Cappelli non ci interessa, meglio la Russi'a. Comunque il Kamut lo prendiamo. Vogliamo provare, due quintali e mezzo". 
Il viso ė magro, pochi capelli, le orecchie vispe come due antenne, gli occhi si incuriosiscono. 
"Che ė sta Russi'a?" 
"Russello. Dovrebbe essere il nome esatto. Grano duro antico, prodotto molto nel sud, in Calabria e in Sicilia. Ho sentito che lo hanno seminato per molti anni" 
Le antenne recepiscono, la mente si illumina, la voce molto morbida racconta. 
“Ho un amico che lo ha seminato. Ora chiamo...Antò, so Francesco. Senti nu poco...ho degl'amici che cercano del Russello. Ne hai seminato un po', come ti è andata? ....uhm....uhm....ottimo....22....come il Cappelli!! Ma ne hai? .....ah......ok! Allora fatti sentire tu!Un abbraccio.". 
Il suo amico non ha ancora seminato, se ne parlerà più in là. Ci terrà a mente. "Credo che ne seminerò anch'io un po’". 
 Mangiamo pasta e cavoli. Judith, la moglie, ci informa dell'imminente approvazione di un progetto per la trivellazione del territorio circostante per estrarre petrolio e dell'impossibilità a reagire data la durezza del decreto che l'impone: lo “sblocca Italia". Dopo queste brutture ci si stringe un po' di più. Abbracci e baci prima di salutarci. Ci ficchiamo in macchina: direzione Catania, fino a Raddusa, cuore della Sicilia. Perciasacchi. Lì Rosi Giuseppe ce ne fornirà un bel po'. Ci troveremo con Totò e completeremo la staffetta. 

Sicilia Orientale 

Strada da Messina a Raddusa, 160 chilometri. Si passa per l'Etna fumante, si gira verso l'entroterra per circa un'oretta. Ė buio quando cerchiamo di ricordare le ultime indicazioni per arrivare da Giuseppe. Molto buio intorno. Si percepisce un vuoto ampio fatto di dune spoglie, colline arate pronte alla semina, viottoli bucherellati. Giù, lontano, una lucetta. Eccola, svoltiamo. I fari di una macchina si accendono. Ė fuori e ci aspetta. Le mani si stringono con energia. L'uomo che abbiamo di fronte fuma una sigaretta, ė alto, slanciato, capelli folti e scuri, il viso longilineo pieno di rughe espressive , che non lo invecchiano. Forse ha 50 anni. Abiti formali. La voce calda e rauca intervallata da nuvole di fumo. 
"Che grano volete?e fatemi capire cosa volete farne. Ma Dove? Quanto ve ne serve?" 
“Abbiamo del kamut. Cerchiamo il Perciasacchi"
"Il Kamut chi ve lo ha dato? Ė registrato? Conoscete la storia?" 
"No Kamut, era solo per intenderci. Chorasan" 
"Anche Chorasan ė un marchio registrato, si tratta della regione di provenienza della semente"
"Saragolla, così ci pare di aver capito" 
La questione si fa seria, la fumata si interrompe. 
"Saragolla è la famiglia di appartenenza ma le Saragolle sono molte e diverse. Anche il Kamut o Chorasan è una Saragolla. Il Perciasacchi ė il Kamut che noi seminiamo in Sicilia da millenni e che io coltivo chiamando con il suo nome di sempre. Ha avuto molti nomi per evitare la questione del marchio registrato." . 
Il computer sul tavolo. Tra una zuppa di ceci che la madre ci ha preparato concludiamo la transazione attraverso un bonifico online. Modernità e tradizione di un progetto di produzione di cereali nel cuore del mediterraneo che ora ė punto di riferimento per molti in Italia. Mail di richieste, curiosità, saluti, affermazioni di stima arrivano sulla sua posta con un ritmo meritato. 
Arriva anche Totò.
Si riparte per la Puglia. 
Ci si rivedrà tra una settimana.
Calabria.
 

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